di Angelo Nasuto
Tutti contro tutti. E, a poche settimane dal voto, non e’ dato sapere chi correrà per la carica di sindaco. E’ una disfatta. Fossati, avrebbe cantato “non può morire un’idea”
E così a Massafra il centrosinistra implose su sé stesso. La campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative nell’importante cittadina jonica vede per ora alla finestra la compagine politica riunita attorno al PD.
La coalizione col passare di queste ultime settimane si è progressivamente svuotata ed è proprio il Partito Democratico massafrese che, attraverso un mirato e preciso comunicato, fa la cronistoria della vicenda, chiarendo l’accaduto in maniera cristallina, anche perché sostenuta dai fatti così come sono avvenuti. La nota, diffusa dal segretario sezionale Lanfranco Rossi, tiene a ricordare in primis che il partito aveva istituito il tavolo di coordinamento delle forze politiche e civiche di centro-sinistra, dando vita ad una serie d’incontri, per individuare una proposta elettorale ed un candidato sindaco unitario. Al tavolo hanno partecipato: il Partito Democratico, lista Con, Alleanza Verdi e Sinistra, Socialismo XXI e Movimento 5 Stelle con alcuni rappresentanti delle liste civiche.
“Le riunioni – ha proseguito Rossi – non hanno portato però alla sintesi sperata e propedeutica con un candidato sindaco sostenuto da tutti. Il M5S ha abbandonato subito il tavolo del centro-sinistra, scegliendo un itinerario politico elettorale diverso da una coalizione con il PD”. Tale itinerario è stato già indicato nel pezzo pubblicato lunedì scorso, in cui si dava notizia dell’appoggio penstastellato al candidato sindaco Giuseppe Losavio, espressione interamente civica senza alcun raggruppamento partitico. Poi è toccato ad Alleanza Verdi e Sinistra, su cui il comunicato dem è perentorio: “il partito trincerandosi dietro strumentali pregiudizi nei confronti del PD, ha comunicato che terrà una conferenza stampa, congiuntamente al M5S, nella quale indicherà la coalizione in cui confluirà, ed il relativo candidato sindaco”.
Ed ecco servita la seconda defezione, che appare più grave, voluta e strumentale, capace in maniera consapevole di far crollare definitivamente il tavolo di confronto, riconducibile al suo esponente massafrese Maurizio Baccaro, il quale appariva come saldo riferimento. Baccaro invece ha fatto saltare il tavolo e con un colpo di mano andrà a fare compagnia al Movimento sostenendo Losavio, con una decisione che riflette una netta riluttanza a restare nel naturale tavolo di alleanze con forze politiche contigue e vicine per ideologia. Ma con quale l’obiettivo? Far implodere il centrosinistra? E per AVS, che non èun grosso partito, con quali risultati elettorali?
Di certo la reazione del PD, esplicitata nella nota, non è stata tenera: “prendiamo atto di questa situazione politica – ha concluso Rossi – come premessa necessaria dalla quale ripartire, dando nuovamente vita ad un centrosinistra qui, ma tutto ciò per esclusiva responsabilità dei suddetti soggetti politici”. In soldoni due sono i punti fermi: il primo attribuisce la colpa di tale implosione ai due gruppi partitici che hanno lasciato il tavolo, attribuendo responsabilità importanti a chi scappa. Il secondo, più importante perché guarda avanti, rimarca la volontà e l’impegno a ricostruire il centro-sinistra, con un necessario lavoro paziente, superando divisioni politiche, incomprensioni e invidie personali. Poi è utile ricordare che i due candidati sindaci in pectore della coalizione, prima Maria Rosaria Guglielmi e poi Gaia Silvestri, si sono fatti da parte negli stessi giorni in cui M5S e AVS hanno lasciato il centrosinistra: allora non è che per caso i due soggetti politici fuggitivi hanno remato contro e hanno avuto tutto l’interesse per far saltare il banco?