domenica 6 Aprile 25

Transizione ecologica, Aigi: “Costi per 5000 miliardi entro 2025”

Secondo Irena, la decarbonizzazione richiede risorse senza precedenti. L’associazione dichiara: “Taranto può rappresentare il futuro della siderurgia italiana, ma necessita del sostegno delle autorità pubbliche per diventare più forte”

La transizione ecologica richiederà investimenti colossali: 5000 miliardi di dollari a partire dal prossimo anno, secondo le stime dell’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), con ulteriori incrementi previsti nel triennio 2026-2028. Un dato riportato da Aigi Taranto, che evidenzia come la decarbonizzazione comporti costi ancora più elevati rispetto al mantenimento degli attuali sistemi produttivi.

“Il nodo cruciale di questa nuova rivoluzione industriale è il fattore tempo. Ogni transizione dal vecchio al nuovo richiede politiche industriali adeguate, basate su quello che gli economisti d’oltreoceano definiscono ‘soft landing’ (atterraggio morbido), essenziale per preservare gli equilibri produttivi dei sistemi coinvolti”, spiega l’associazione.

Taranto rappresenta l’emblema di questa sfida: l’ex Ilva deve essere rilanciata in chiave ecosostenibile, trasformandosi in una fabbrica moderna e sicura, capace di bilanciare le esigenze produttive con il diritto alla salute dei cittadini e dei lavoratori. Gestire questa fase di transizione – quando il vecchio modello non è ancora tramontato e il nuovo non è pienamente operativo – richiede una pianificazione accurata e tempestiva.

Il rischio, in caso contrario, non è solo la chiusura dello stabilimento, con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro e il collasso dell’indotto, ma anche il fallimento degli interventi di bonifica e messa in sicurezza delle aree circostanti. L’esempio di Bagnoli dovrebbe averci insegnato molto in questo senso.

“Non serve, egualmente, strumentalizzare la malattia, specie quella dei nostri bambini,  per meri tornaconti personali che, quasi sempre, si materializzano guarda caso nelle immediate vigilie di appuntamenti elettorali. La scienza non entra nelle urne, non si conta per poter contare, vive di dati, di studi condotti sul campo, di nessi di casualità, di processi di falsificazione”.

Taranto può rappresentare il futuro della siderurgia italiana, ma necessita del sostegno delle autorità pubbliche per diventare più forte, più grande e più europea. Solo così la transizione ecologica potrà coniugarsi efficacemente con la sostenibilità economica e sociale.

Articoli Correlati